Continua il flusso di migranti che arrivano in Guatemala per raggiungere gli Stati Uniti

Città del Guatemala (Agenzia Fides)

Continua il flusso di migranti che arrivano in Guatemala con la speranza di poter raggiungere in qualche modo gli Stati Uniti: lo segnala una nota di Prensa Latina, giunta a Fides, dove si informa che dall’inizio del 2017 sono ormai 1.254 i migranti arrivati in Guatemala senza documenti. La Direzione Generale della Migrazione (DGM) ha segnalato inoltre che di questi 953 sono donne. Fra i paesi di provenienza troviamo: Haiti, Eritrea, Guinea, Cuba, India, Nepal ed altri ancora, sia pure in numero minore. Da rilevare la crescita degli africani.
La nota informa che un gruppo di migranti sono stati messi in salvo dalla Polizia Nazionale Civile del Guatemala: una rete criminale li aveva infatti sequestrati e chiedeva, a loro o ai loro familiari, 40 mila dollari per liberare ognuno. La nota segnala che, secondo il protocollo, queste persone vengono fermate per essere registrate e coordinare il ritorno ai loro paesi d’origine. Secondo la Commissione della Mobilità Umana del Congresso del Guatemala, nel 2016 sono stati registrate in questa situazione 8.387 persone.
Dopo l’aumento delle misure di sicurezza alla frontiera meridionale del paese (vedi Fides 14/02/2017), i gruppi di migranti non sono diminuiti, ma hanno cercato altre vie d’ingresso in Guatemala, paese che rappresenta la “porta d’ingresso” al Messico, vicino degli Stati Uniti.

In Guatemala le sfide quotidiane si vincono a colpi di pedali

Un articolo tratto dal mensile “La nuova ecologia” di dicembre 2016 segnala una bella realtà che si sta diffondendo in Guatemala specialmente nelle aree prive di energia elettrica, ma non solo. 

 

San Andrés Itzapa è una cittadina del Guatemala, sugli altopiai della Sierra Madre. Una delle aree più arretrate del paese, abitata dagli indigeni Kakchiquel, che vivono in condizioni difficili per la mancanza di acqua, infrastrutture ed elettricità. Qui l’ong Maya Pedal è diventata un punto di riferimento per le comunità rurali fornendo soluzioni a basso costo, funzionanti grazie all’ingegno e all’energia umana. Nella sua officina, da vent’anni, si progettano e costruiscono le bici-maquina. Vero e proprio fenomeno in Guatemala, che ha contagiato l’intera America Latina. Pompe dell’acqua a pedali, frullatori, trebbiatrici, lavatrici, smerigliatrici e generatori costruiti riciclando vecchie bici ed elettrodomestici. Ad avviarle è il movimento delle gambe, senza l’uso di combustibile o elettricità. «Quello che per gli altri è un rifiuto, per noi è oro – spiega Mario Juárez, presidente di Maya Pedal – Crediamo che rispetto al solare o all’eolico quella a propulsione umana sia la forma di energia più rispettosa del pianeta». Tutto è cominciato dall’incontro con i volontari della no profit canadese Pedal society: era il ’97, un anno dopo la fine di una sanguinosa guerra civile, durata trent’anni, e del genocidio che ha decimato intere comunità di etnia Maya. «Nel 2001 abbiamo fondato Maya pedal, per aiutare le famiglie più povere a ripartire. Da allora continuiamo a crescere di giorno in giorno». La più richiesta è la bici-mulino, in grado di macinare 15 quintali di cereali al giorno. Gettonatissima anche la bici-pompa dell’acqua, che può estrarre dai 18 ai 40 litri di acqua al minuto fino a 30 metri di profondità, risolvendo il problema dell’approvvigionamento idrico. Strumenti di uso quotidiano al servizio dell’agricoltura, ma anche delle microimprese, soprattutto al femminile. Per il Gruppo di sviluppo delle donne in azione, che produce shampoo organico con la polpa di acave, Maya Pedal ha creato la bici-liquadora, un frullatore azionato pedalando su una bici fissata a uno stallo, come una cyclette. Finora sono ventuno i modelli sviluppati, migliaia le bici-maquina fabbricate negli anni con il supporto di volontari e di donazioni internazionali. Come il Mit di Boston, che ha inviato un intero container di bici dismesse. Un’esperienza che ha fatto scuola e che si è diffusa in tutto il continente tramite workshop e grazie ai tutorial open source realizzati da Maya Pedal, disponibili e scaricabili sul sito dell’associazione mayapedal.org.

tratto daLa nuova ecologia” gennaio 2017

Stanley Rother, primo martire nato negli Stati Uniti

Stanley Rother, primo martire nato negli Stati Uniti

Stanley Rother, primo martire nato negli Stati Uniti

 

3 dicembre 2016

Atitlan (Agenzia Fides) – E’ ufficiale, Papa Francesco ieri 2 dicembre 2016 ha riconosciuto il martirio di Padre Stanley Rother dell’Arcidiocesi di Oklahoma City (USA), facendo di lui il primo martire nato negli Stati Uniti. Il riconoscimento del suo martirio apre la strada per la sua beatificazione.
Stanley Rother conosciuto come il padre Aplas (Oklahoma 1935 – Guatemala 1981) è stato un sacerdote diocesano statunitense andato in missione in Guatemala. Rother fu parroco di Santiago Atitlan, Solola (Guatemala). È arrivato in Guatemala nel 1968 come missionario, aveva guidato la sua Chevrolet da Oklahoma a Guatemala. Si è radicato nella regione e ha imparato spagnolo e Tzutuhil. Era conosciuto per i tzutuhiles come il padre Aplas ed è stato invitato a fare parte della fratellanza di questi popoli indigeni.
Come parroco a Santiago Atitlán per 13 anni, oltre ai suoi compiti pastorali, ha tradotto il Nuovo Testamento in Tzutuhil e ha iniziato la celebrazione regolare della Messa in quella stessa lingua. Ha lasciato il paese a causa del conflitto armato ma poco dopo è tornato per sostenere ai suoi parrocchiani. E’ stato ucciso nella canonica della sua parrocchia il 28 luglio 1981.
Fu uno dei 10 sacerdoti assassinati in Guatemala quell’anno.
(CE) (Agenzia Fides, 03/12/2016)

I maya invocano la pace attraverso un antico rituale

 

Venerdì, 30 dicembre 2016

Città del Guatemala (Agenzia Fides) – In occasione della commemorazione del ventesimo anno dalla firma degli Accordi di Pace nel Paese, un gruppo di leader spirituali maya di diverse località del Guatemala si è radunato nel sito archeologico Kaminal Juyú, nella capitale, per invocare, attraverso un rituale maya, la pace, l’accordo e l’armonia tra i guatemaltechi.
La firma degli Accordi di Pace pose fine a un sanguinoso conflitto interno durato 36 anni (1960-1996) durante il quale si registrarono oltre 250 mila vittime, tra morti e scomparsi. Tuttavia, nonostante la firma degli accordi, le cause che originarono il conflitto armato nel 1960, come povertà e disuguaglianza sociale, persistono ancora. Dei 16 milioni di abitanti del Paese centroamericano, il 59,3 % vive sotto la soglia della povertà. Secondo le cifre ufficiali il 79% degli indigeni risulta povero, mentre tra i meticci è il 46,6 %.
(AP) (30/12/2016 Agenzia Fides)

“La lotta alla corruzione è fondamentale” denunciano i Vescovi

“La lotta alla corruzione è fondamentale” denunciano i Vescovi

“La lotta alla corruzione è fondamentale” denunciano i Vescovi
Guatemala (Agenzia Fides) – 10 novembre 2016
In un comunicato intitolato “Dio ama la giustizia e il diritto”(Sal. 33), i Vescovi del Guatemala denunciano una “paralisi istituzionale” che si manifesta in diversi modi, come l’ostruzionismo fra i deputati e le azioni che fermano il regolare svolgimento della giustizia, mentre la giustizia dovrebbe essere “veloce, imparziale e estranea a forze esterne” si legge nel comunicato pervenuto a Fides.
Il documento ricorda la necessità di rafforzare la democrazia nei momenti difficili, per questo i Vescovi ripropongono quanto scritto nel giugno 2015, quando pubblicarono un documento sul bisogno della democrazia nella difesa del bene comune e sulla promozione della dignità umana: “Il primo principio di un popolo sovrano è di non sottomettersi a pressioni esterne o accettare condizioni per il paese”.
“La lotta alla corruzione è fondamentale, ma è necessario inquadrarla dentro obiettivi immediati di costruzione di un progetto nazionale” sottolineano i Vescovi. “La situazione socio-politica che stiamo vivendo è preoccupante e tocca tutti i guatemaltechi. Vogliamo un Guatemala diverso e ci siamo impegnati perché la verità del Vangelo sia il nostro più grande contributo al cambiamento sociale ed etico di cui come nazione abbiamo bisogno” conclude il testo, firmato dal Presidente della Conferenza episcopale, Sua Ecc. Mons. . Rodolfo Valenzuela Núñez, Vescovo della diocesi di Vera Paz, con la data del 6 novembre.
Lo scorso mese, i guatemaltechi sono rimasti scioccati per i risvolti del processo contro un ex-ministro ed altre 10 persone coinvolte in un caso di corruzione ad alto livello. Secondo la stampa locale, sono però apparsi anche altri casi di corruzione alle dogane, fra i politici e i dirigenti delle banche.

Abbandonati in balia del sole, della fame e dei parassiti

San Diego (Agenzia Fides) – 18 novembre 2016

Non si arresta la marcia di bambini e famiglie immigranti da Messico, Guatemala, Honduras e El Salvador verso gli Stati Uniti, in fuga dalla violenza e dalla povertà. A lanciare l’allarme è l’Agenzia per il Controllo delle Dogane degli Stati Uniti (CBP). Nella nota inviata a Fides si legge che, al confine tra Stati Uniti e Messico, in una terra di nessuno dove si registrano circa 50 gradi di temperatura, si incontrano centinaia di corpi abbandonati, spesso solo ossa di persone che cercavano di trovare un luogo nel quale vivere con dignità e mandare ai propri familiari qualcosa per sfamarli. La CBP mantiene alta l’allerta, “è stata una stagione molto calda e le temperature non calano”, riferisce la nota. Nel frattempo, il numero dei bambini che vengono arrestati alla frontiera sta raggiungendo quello della crisi umanitaria del 2014. Negli ultimi tre anni il confine tra Texas e Messico è stato invaso da una ondata di bambini immigrati e famiglie centroamericane senza precedenti. Scappano dai rispettivi Paesi di origine, principalmente El Salvador, Guatemala e Honduras, per chiedere asilo agli Stati Uniti.

A teatro con “Amici del Guatemala”

La nostra Associazione è stata coinvolta nello spettacolo “da Shakespeare a Pirandello” di Giorgio Pasotti, che andrà in scena al Teatro Puccini di Firenze il 17 Novembre 2016 alle ore 21.15, costo del biglietto 15 euro. Gli organizzatori ci hanno fornito di biglietti da vendere: su ciascun biglietto venduto, l’Associazione tratterrà un terzo dell’importo, pari a 5 euro a biglietto.
Quello che ricaveremo andrà per il PROGETTO EMANCIPAZIONE DONNA che consiste nell’organizzazione di corsi di sartoria, cucina e orticoltura, nonchè aiuto tipo microcredito per un inizio di piccola attività, a supporto della FORMAZIONE UMANA, SOCIALE E LAVORATIVA FEMMINILE.
Per comprare i biglietti contattaci all’indirizzo mail amiciguatemala@yahoo.it o chiamateci al numero3284097118.
 
Lo spettacolo “da Shakespeare a Pirandello”, dell’autore letterario e compositore cinematografico e teatrale Davide Cavuti, è un percorso nel mondo della letteratura e del teatro attraverso le opere di due grandi scrittori quali William Shakespeare e Luigi Pirandello, i cui testi saranno interpretati dall’attore Giorgio Pasotti. Giorgio Pasotti li proporrà in modo originale, calandosi nei vari personaggi attraverso le loro storie intense e particolari.
L’omaggio a William Shakespeare comprenderà brani rielaborati tratti da “Giulio Cesare”, da “Amleto”, di alcuni dei suoi sonetti più celebri, mentre di Luigi Pirandello sarà interpretato “L’uomo con il fiore in bocca”.
Tra i due grandi autori, ci sarà un momento dedicato ad alcuni scrittori contemporanei e al cinema con la proiezione di alcune clip del film “Io, Arlecchino” di Giorgio Pasotti

AMICI DEL GUATEMALA ONLUS
Piazza Madre Teresa di Calcutta, 1 – 53100 Siena
tel 328-4097118  

“Deve finire lo sfruttamento di contadini e indigeni” chiede Mons. Vian Morales

Deve finire lo sfruttamento di contadini

Città del Guatemala (Agenzia Fides 20 settembre 2016)

“Non continuare con lo sfruttamento di contadini e indigeni e dire la verità in ogni momento”: questi i due presupposti per avere un paese migliore indicati dall’Arcivescovo di Santiago de Guatemala, Sua Ecc. Mons. Oscar Julio Vian Morales, S.D.B., alla fine della sua omelia di domenica scorsa, 18 settembre.

“Il Signore è contro quanti sfruttano i poveri e aumentano il prezzo di ogni cosa, fatto che in Guatemala si vede molto. Questo non permetterà mai lo sviluppo dei poveri. Non possiamo rubare i soldi ai poveri, che già hanno sofferto molto per avere quel poco che hanno” ha detto l’Arcivescovo secondo le informazioni pervenute a Fides.
Mons. Vian Morales ha sottolineato che i contadini sono stati abbandonati da tutti: non ricevono ancora istruzione, non possono usufruire dei servizi sanitari e a volte neanche dei servizi di base.
Inoltre ha incoraggiato tutti a dire la verità in ogni momento, “perché in questo paese siamo abituati a dire solo una mezza verità, ma così facendo non si riuscirà a fare giustizia”. “Dobbiamo sforzarci di purificare i politici che non amano il paese e sfruttano i bisognosi” ha concluso l’Arcivescovo.
La riflessione di Mons. Vian Morales si inserisce nei commenti, a livello nazionale e internazionale, seguiti al rapporto del giugno scorso della Unità di Protezione dei difensori dei diritti umani (Udefegua), in cui si legge che negli ultimi 15 anni, e con 4 governi diversi, non ci sono stati “cambiamenti significativi” riguardo alla situazione dei contadini.
Una delle conclusioni del forum Oxfam afferma: “In Guatemala i contadini non hanno accesso alla loro terra. Il Guatemala è il paese, insieme ad Haiti e al Brasile, dove la ricchezza è concentrata nella mani di pochissimi. Gli sfratti dei contadini dalle loro terre finiscono spesso in scontri violenti con le forze dell’ordine”. Di questa opinione è anche Juana Sales, portavoce del Movimento delle Donne Indigene Tzununija e attivista per i diritti umani dei contadini: “Proprio la ricchezza forestale, mineraria, idroelettrica e petrolifera del Guatemala fa diventare il nostro paese una meta prediletta delle grandi corporazioni multinazionali, che hanno fame di mano d’opera a basso costo e di permissività statale”.
(CE) (Agenzia Fides, 20/09/2016)

Incontro a Torino con Raùl Molina

Promosso dal “Comitato Guatemala” di Torino segnalo l’ncontro con Raùl Molina che si avrà lunedì 26 alle ore 20,30 (con apericena) presso il Circolo “Caffè Basaglia”, Via Mantova, 34, Torino.

  CHI E’ RAUL MOLINA

Raul MolinaRaùl Molina, guatemalteco, è stato docente universitario presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Statale “San Carlos” di Città del Guatemala e per qualche tempo anche Rettore della stessa.

Nel 1980 fu costretto a lasciare il Paese a causa del conflitto armato interno e si rifugiò negli Stati Uniti, dove, con Rigoberta Menchù ed altri esuli, fondò la RUOG (Representaciòn Unitaria de la Oposiciòn Guatemalteca), che per 16 anni svolse un’intensa azione di lobby presso l’ONU in difesa dei diritti umani violati costantemente dalle dittature militari del Paese.

Dopo la firma della pace (29 dicembre 1996) rientrò in Guatemala e si fece promotore di alcune importanti iniziative, tra cui la Commissione della Verità nell’Università “San Carlos”.

Dal 2003 al 2014 è stato docente di Storia e Scienze Politiche presso l’Università “Long Island” (New York) ed attualmente ricopre la cattedra di Storia dell’America Latina nell’Università “Alberto Hurtado” di Santiago (Cile).

Nel 2001 ha fondato la “Red por la Paz y el Desarrollo de Guatemala” (RPDG), un’organizzazione socio-politica che riunisce la diaspora guatemalteca nel mondo.

Rete Solidarietà Italia Guatemala