360 anni di carcere a due militari che abusarono di 15 donne durante la guerra civile

da “Il fatto quotidiano” del 27 febbraio 2016
L’ex comandante Francisco Reyes Giron e l’ex commissario Heriberto Valdez Asij condannati per schiavitù sessuale, violenza e omicidio nei confronti di un gruppo di donne indigene. Il nobel: “Sentenza storica”. Amnesty International: “La violenza sessuale è un reato grave, e va punito”

Hanno atteso più di trent’anni prima di avere giustizia. Sono 11 donne, oggi ultrasettantenni, che tra il 1982 e il 1983 hanno subito degli abusi sessuali presso la base militare di Sepur Zarco, nel nord del Guatemala. A riconoscerlo è stata una sentenza unica per il Paese che ha visto due ex militari condannati a un totale di 360 anni di carcere per violazione dei diritti umani, dopo le accuse di omicidio, stupro, schiavitù sessuale e domestica nei confronti di un gruppo di donne indigene. Si tratta della prima condanna per violenza sessuale riguardante i fatti avvenuti durante la guerra civile che ha devastato il Paese tra il 1960 e il 1996. Il premio Nobel per la Pace, Rigoberta Menchu, presente in aula, ha definito la sentenza “storica”.

L’ex comandante Francisco Reyes Giron è stato condannato a120 anni di reclusione per crimini contro l’umanità, per aver ridotto in schiavitù sessuale 15 donne e per l’omicidio di Dominga Coc e delle sue due giovani figlie. Mentre l’ex commissarioHeriberto Valdez Asij, all’epoca dei fatti un civile con funzioni militari, è stato condannato a 240 anni con l’accusa di schiavitù e per la sparizione di sette uomini.

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Le brutte facce della presidenza Morales

Arrestati i suoi uomini più vicini con l’accusa di aver commesso crimini contro l’umanità

Guatemala: le brutte facce della presidenza di Jimmy Morales

Negli anni ’80 Cabrera Mejía e Edgar Ovalle Maldonado parteciparono alla repressione imposta dal regime militare

3 febbraio 2016 – David Lifodi

internet

Lo scorso 14 gennaio Jimmy Morales ha assunto ufficialmente la presidenza del Guatemala promettendo tolleranza zero verso la corruzione e ripetendo gli stessi ritornelli che lo hanno condotto alla guida del paese: lui è l’uomo nuovo, indipendente dai partiti e dalla politica, che risolleverà questa martoriata nazione centroamericana. Così si era presentato, anche se in realtà Morales rappresenta solo una delle tante facce dell’estrema destra guatemalteca, da troppo tempo libera di spadroneggiare in Guatemala.

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Processo contro due membri dell’esercito accusati di crimini contro l’umanità

Donne Guatemala

(CE) (Agenzia Fides, 02/02/2016)

Città del Guatemala (Agenzia Fides) – Sono dovuti passare più di 30 anni perché due membri dell’esercito, sospettati di essere coinvolti in un caso di schiavitù sessuale e domestica delle donne di etnia Maya-keqchí del Guatemala settentrionale, venissero chiamati al banco degli imputati per rispondere dei loro crimini. Un tenente colonnello, ora in pensione, e un commissario militare (un civile in servizio all’esercito) sono accusati di crimini contro l’umanità nelle forme di violenza sessuale, schiavitù domestica e omicidio.
Gli eventi si sono verificati tra il 1982 e il 1983, e i responsabili sono stati identificati grazie alle testimonianze delle vittime. I crimini sono stati perpetrati nella comunità di Sepur Zarco, un villaggio nel comune di El Estor (Izabal), dove i militari dovevano combattere la guerriglia di ispirazione marxista. Si tratta del primo caso che arriva in un tribunale del Guatemala.
Il rapporto “Recupero della memoria storica” (REMHI) del Vescovo Juan Gerardi, contiene testimonianze scioccanti a questo riguardo: le donne venivano costrette a ballare e a spogliarsi davanti alle truppe nello stesso luogo dove poche ore prima erano stati assassinati i loro genitori, fratelli, fidanzati o mariti, quindi venivano violentate.
“La violenza non fu indiscriminata, ma dipendeva da una valutazione del rischio/beneficio in relazione all’obiettivo centrale: ottenere la collaborazione della popolazione civile” dice il rapporto coordinato dal Vescovo Gerardi, che venne assassinato nel garage della sua parrocchia 48 ore dopo aver presentato pubblicamente il rapporto.
La causa è ora nelle mani dei giudici, ma il processo potrà durare qualche mese.