AINS: Progetto Santa Gertrudis

Santa Gertrudis – Guatemala: il nostro nuovo progetto per i poveri
22 febbraio-4 marzo 2016. Pochi giorni. 10+2 di viaggio. Chilometri e chilometri in aereo. 2 scali all’andata e 3 al ritorno. Ne vale la pena. Sempre!!!! 5 giorni al Comedor Infantil e 5 in giro per il Guatemala con Alvaro, il nostro referente progettuale. 5 giorni passati tra Città del Guatemala, Chimaltenango e Patzún accompagnandolo agli incontri di formazione che lo hanno visto docente per 54-67-85 lavoratori della Fondazione Statunitense UNBOUND. 3 libri letti in 10 giorni, incontri saltati per poco tempo a disposizione e tante idee che aspettano di diventare microprogetti.
Santa Gertrudis – Guatemala: il nostro nuovo progetto per i poveri
Torno da questo viaggio, sempre a mie spese come tutti i viaggio in Guatemala e come tutte le partenze e i ritorni dei volontari della nostra associazione, con due certezze:
“ Abbiamo inventato una montagna di consumi superflui. E li buttiamo, e viviamo comprando e buttando…e quello che stiamo sprecando è il tempo di vita perché quando io compro qualcosa, o lo fai tu, non lo compri con il denaro, lo compri con il tempo di vita che hai dovuto utilizzare per guadagnare quel denaro. Ma con questa differenza: l’unica cosa che non si può comprare è la vita. La vita si consuma. Ed è miserabile consumare la vita per perdere la libertà.”                                                                                                                                                                                                                                        José Mujica (Pepe Mujica).
“ La fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero “scandalo” che minaccia la vita e la dignità di tante persone – uomini, donne, bambini e anziani. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con questa ingiustizia, mi permetto di più, con questo peccato; in un mondo ricco di risorse alimentari, grazie anche agli enormi progressi tecnologici, troppi sono coloro che non hanno il necessario per sopravvivere; e questo non solo nei Paesi poveri, ma sempre più anche nelle società ricche e sviluppate. “                                                                                                                                                                                                           Papa Francesco
Sono tornato a Pavia e……quanto tempo stiamo perdendo mentre la gente, tanta gente vive nella precarietà, nella fragilità e ha fame. Noi di Ains onlus non possiamo fare grandi cose perché siamo piccoli  anche se sono convinto che “piccolo è bello, piccolo è meglio” il nostro essere piccoli ha dei grossi limiti aggravati dal fatto che tutto quello che facciamo lo facciamo fuori dall’orario di lavoro non essendo professionisti della solidarietà ma semplici volontari che vivono grazie alla stipendio che a fine mese portiamo a casa lavorando come Infermieri, negozianti, pensionati. Però dal 1998 ci siamo e quel poco che possiamo fare lo facciamo in maniera continuativa, tutti i giorni, da 18 anni.                                   
Per noi lotta alla povertà è il piccolo gesto continuativo e quotidiano. È viaggiare, partire, stare insieme alla gente del Guatemala per condividere ed ascoltare i loro bisogni e poi, ritornati a Pavia, impegnarsi per raccontare ciò che abbiamo visto ma non solo: fare!!!!. Lotta alla povertà e allo spreco è, per noi, lanciare un microprogetto chiamato “Bolsa Solidaria” che consiste, investendo 8 euro al mese, di comprare cibo (riso, fagioli, sale, pasta, incaparina, olio, latte in polvere e avena) per riempire una borsa da distribuire ad un anziano che vive nella baraccopoli di Santa Gertrudis,  che se può versa 10 quetzales (l’equivalente di 1 euro) per creare un fondo che verrà usato per finanziare le attività all’interno del Comedor Infantil perché l’assistenzialismo non ci piace per cui anche il povero, se appena appena può, è giusto che dia il suo contributo per non ricevere sempre tutto gratis. Lotta alla povertà è un piccolo gesto come questo che si pone l’obiettivo di aiutare ogni mese 25 anziani con un investimento totale di 2400 euro all’anno.  
Lotta alla povertà  è anche il microprogetto “Granai della Memoria” dove si decide di acquistare mais e fagioli direttamente dal contadino by-passando la grossa distribuzione che uccide quotidianamente la terra e chi la lavora. Lotta alla povertà è anche permettere a 25 donne, ogni mese, di eseguire un pap test,  una visita ginecologica e poter acquistare i farmaci necessari per curarsi. Lotta alla povertà è diritto alla salute e diritto all’accesso ai farmaci e alle cure mediche.  Ma lotta alla povertà è anche, a Pavia, attenzione alle fragilità  lanciando un progetto come “L’armadio dei Pigiami” dove ci si pone l’obiettivo di raccogliere vestiti, biancheria intima, dentifricio, spazzolino da denti e saponette da distribuire a tutte quelle persone (anziani, donne sole, stanieri, senza fissa dimora) che ricoverate in ospedale non hanno nulla. E poi lanciare un percorso di formazione per Infermieri e volontari in 4 tappe denominato “Educare alla fragilità” rivolgendosi agli Infermieri e, per ultimo, ma non vogliamo fermarci perché i bisogni da soddisfare sono tanti, il progetto “L’armadio dei Pigiami. Mappatura dei bisogni delle persone che vivono nel quartiere Borgo Ticino a Pavia”. Quest’ultimo è un progetto che partirà a brevissimo in collaborazione con l’APS Borgo Ticino e il Collegio Infermieri con l’obiettivo di fare una mappatura dei bisogni sociali delle persone, soprattutto anziani, di uno dei quartieri di Pavia. Progetto a cui crediamo molto perché è solo la prima fase di un percorso che, una volta che sappiamo quali sono i bisogni delle persone, ci attiverà nel soddisfarli. Concludo raccontandovi di un’ultimo progetto pensato per lottare contro la povertà. Progetto in collaborazione con il Centro servizi del Volontariato di Pavia e Provincia e denominato “La dispensa del volontario” dove vogliamo educare le associazioni e la cittadinanza all’acquisto mettendo inizialmente  in rete le associazioni che si occupano di cibo, fame, povertà e spreco, per educarci tutti insieme all’importanza del cibo buono, pulito e giusto. Tutto questo per noi è lotta alla povertà ed è ciò che un’associazione come la nostra ha il dovere di fare.
Concludo questo mio piccolo scritto chiedendovi, se lo volete, di darci una mano investendo 8 euro in un gesto semplice come quello di finanziare una “bolsa Solidaria” per un anziano di Santa Gertrudis  o in un esame ginecologico o in una donazione per acquistare dentifricio e spazzolino per chi non ha nulla e viene ricoverato in ospedale.
Perché? perché ne vale la pena e perché
“ Le buone idee hanno le gambe lunghe, e tanti hanno queste idee a ogni latitudine: il segreto sta nell’unire le forze”                                                                                                                                                  Carlo Petrini
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Incontro con Padre Clemente

Incontro-Clemente

Alcune note biografiche

Clemente Peneleu Navichoc è un prete cattolico di etnia maya, parroco di San Antonio Llotenango, una località vicino a Santa Cruz del Quiché in Guatemala. E’ stato ordinato sacerdote nel 1986 a Sacatepéquez. Prima dell’attuale parrocchia è stato responsabile di altre comunità parrocchiali a Santo Tomas (Izabal), Antigua, San Pedro Jocopillas e San Bartolomé Jocotenango, Sacapulas, Chel (Chajul) e Canillà. In tutte queste località ha testimoniato con coraggio la sua fede con la scelta preferenziale per i poveri, gli ultimi, specialmente gli indigeni. Con coraggio e determinazione ha realizzato scuole di formazione per i catechisti (che in Guatemala sono il perno fondamentale della pastorale), restaurato chiese e case parrocchiali, avviato scuole elementari e professionali, creato un “Centro educativo mixto bilingue interculturale” (CEMBI) nella sperduta località di Chel. Per la sua coraggiosa azione sociale e l’impegno di pacificazione a seguito della sanguinosa guerra civile che ha devastato il Guatemala per circa trent’anni ha subito numerose minacce e intimidazioni. Ha collaborato con il vescovo mons. Juan Gerardi, ucciso due giorni dopo aver presentato il libro di testimonianze e denuncia “Guatemala nunca mas”. Clemente vive e valorizza la sua fede cristiana manifestando e promuovendo orgogliosamente la sua origine e la cultura maya. Merita la nostra ammirazione e solidarietà.

Incontro a Torino con Claudia Samayoa

Il comitato Guatemala di Torino ha promosso per martedì 15 marzo un incontro con Claudia Samayoa, una guatemalteca, storica attivista dei diritti umani e dal 2000 fondatrice e coordinatrice di UDEFEGUA ( Unidad de Protecciòn a Defensoras y Defensores de Derechos Humanos – Guatemala). Dopo Torino andrà ad Ancona. Vedere programma dal volantino.

volantino-Claudia

Claudia Samayoa  da circa 12 anni ha intrapreso uno sforzo per creare un osservatorio sugli attacchi e aggressioni contro gli attivisti e le attiviste nella promozione  dei diritti umani in Guatemala e in altri paesi dell’America Centrale. L’organizzazione fornisce servizi che sono indispensabili per i difensori dei diritti umani e sostiene il loro lavoro per la trasformazione della società guatemalteca. Si tratta di una persona dotata  di grandi qualità umane e cristiane che mette a servizio per il bene della società nella quale vive.