“La lotta alla corruzione è fondamentale” denunciano i Vescovi

“La lotta alla corruzione è fondamentale” denunciano i Vescovi

“La lotta alla corruzione è fondamentale” denunciano i Vescovi
Guatemala (Agenzia Fides) – 10 novembre 2016
In un comunicato intitolato “Dio ama la giustizia e il diritto”(Sal. 33), i Vescovi del Guatemala denunciano una “paralisi istituzionale” che si manifesta in diversi modi, come l’ostruzionismo fra i deputati e le azioni che fermano il regolare svolgimento della giustizia, mentre la giustizia dovrebbe essere “veloce, imparziale e estranea a forze esterne” si legge nel comunicato pervenuto a Fides.
Il documento ricorda la necessità di rafforzare la democrazia nei momenti difficili, per questo i Vescovi ripropongono quanto scritto nel giugno 2015, quando pubblicarono un documento sul bisogno della democrazia nella difesa del bene comune e sulla promozione della dignità umana: “Il primo principio di un popolo sovrano è di non sottomettersi a pressioni esterne o accettare condizioni per il paese”.
“La lotta alla corruzione è fondamentale, ma è necessario inquadrarla dentro obiettivi immediati di costruzione di un progetto nazionale” sottolineano i Vescovi. “La situazione socio-politica che stiamo vivendo è preoccupante e tocca tutti i guatemaltechi. Vogliamo un Guatemala diverso e ci siamo impegnati perché la verità del Vangelo sia il nostro più grande contributo al cambiamento sociale ed etico di cui come nazione abbiamo bisogno” conclude il testo, firmato dal Presidente della Conferenza episcopale, Sua Ecc. Mons. . Rodolfo Valenzuela Núñez, Vescovo della diocesi di Vera Paz, con la data del 6 novembre.
Lo scorso mese, i guatemaltechi sono rimasti scioccati per i risvolti del processo contro un ex-ministro ed altre 10 persone coinvolte in un caso di corruzione ad alto livello. Secondo la stampa locale, sono però apparsi anche altri casi di corruzione alle dogane, fra i politici e i dirigenti delle banche.

Abbandonati in balia del sole, della fame e dei parassiti

San Diego (Agenzia Fides) – 18 novembre 2016

Non si arresta la marcia di bambini e famiglie immigranti da Messico, Guatemala, Honduras e El Salvador verso gli Stati Uniti, in fuga dalla violenza e dalla povertà. A lanciare l’allarme è l’Agenzia per il Controllo delle Dogane degli Stati Uniti (CBP). Nella nota inviata a Fides si legge che, al confine tra Stati Uniti e Messico, in una terra di nessuno dove si registrano circa 50 gradi di temperatura, si incontrano centinaia di corpi abbandonati, spesso solo ossa di persone che cercavano di trovare un luogo nel quale vivere con dignità e mandare ai propri familiari qualcosa per sfamarli. La CBP mantiene alta l’allerta, “è stata una stagione molto calda e le temperature non calano”, riferisce la nota. Nel frattempo, il numero dei bambini che vengono arrestati alla frontiera sta raggiungendo quello della crisi umanitaria del 2014. Negli ultimi tre anni il confine tra Texas e Messico è stato invaso da una ondata di bambini immigrati e famiglie centroamericane senza precedenti. Scappano dai rispettivi Paesi di origine, principalmente El Salvador, Guatemala e Honduras, per chiedere asilo agli Stati Uniti.