Nobel per l’ambiente a Rodrigo Tot, coraggioso agricoltore del Guatemala

27 aprile 2017

Agricoltore, 59 anni, padre di 4 figli, amante della sua terra, il Guatemala. E’ questo l’identikit del vincitore del Premio Goldman, il cosiddetto Nobel per l’ambiente. A portare a casa questo ambizioso riconoscimento, per il 2017, è appunto Rodrigo Tot, un agricoltore della comunità maya Q’eqchi del Guatemala che è stato scelto dalla giuria della Fondazione Goldman per la sua lotta contro le autorità del Paese e le imprese minerarie, nel tentativo di recuperare terre della sua comunità.

Tot, come si legge nelle motivazioni del premio, ha dimostrato di aver portato avanti “una coraggiosa leadership del suo popolo e nella difesa delle terre ancestrali”.

La battaglia a favore della sua terra e del suo popolo condotta ormai da diversi decenni dall’agricoltore è volta a rivendicare i propri diritti in un’area delle montagne di El Estor, a circa 300 km da Città del Guatemala. Insieme ad altri 63 ‘campesinos‘, infatti, Rodrigo Tot ha promosso le prime iniziative 43 anni fa, in una zona ricca di oro e nickel, con l’obiettivo di riavere dallo Stato guatemalteco i propri titoli di proprietà.

Una sfida non semplice, dunque, quella portata avanti con determinazione e coraggio dagli agricoltori locali, resa ancora più difficile al termine di un lungo braccio di ferro giudiziario con il governo, che ha portato le autorità, qualche anno fa, ad assegnare ad una compagnia mineraria la licenza per sfruttare la zona per 25 anni.

Tanti anche i rischi per l’incolumità dei campesinos e dei loro familiari. Nel 2012, i quattro figli di Tot sono stati attaccati da un gruppo di uomini mentre si trovavano in un autobus: uno di loro, sottolinea la stampa guatemalteca, è stato ucciso nell’agguato. A conferma dei rischi che affrontano i dirigenti latinoamericani che lottano per la difesa dell’ambiente ci sono gli omicidi nel marzo del 2016 della honduregna Berta Caceres e nel gennaio di quest’anno del messicano Isigro Baldenegro: entrambi vincitori del Goldman.

L’agricoltore 59enne non è l’unico ad aver ottenuto il Nobel per l’ambiente nel 2017. Insigniti di simili riconoscimenti nell’ambito del Premio Goldman sono stati anche Rodigue Katembo (Congo), Prafulla Samantara (India), Uros Maceri (Slovenia) e Mark Lopez (Usa).

Mons. Ramazzini: il paese dipende economicamente dalle rimesse dei lavoratori negli Stati Uniti

Berna – 22 marzo 2017

(Agenzia Fides) – Il Vescovo della diocesi di Huehuetenango, in Guatemala, Sua Ecc. Mons. Alvaro Ramazzini Imeri, ha partecipato nei giorni scorsi ad una tavola rotonda presso il Parlamento Europeo, a Bruxelles, che ha avviato uno studio sul commercio e sui diritti umani in America Latina, promosso dalla CIDSE, rete di 17 agenzie di sviluppo cattoliche di Europa e Nord America. Ieri Mons. Ramazzini Imeri si è recato a Berna, in Svizzera, dove ha visitato la sede di un gruppo di Ong impegnate ad aiutare il Guatemala.
Nella circostanza il Vescovo ha dichiarato che la situazione del paese centroamericano è sempre più difficile. Sulla politica del neo presidente degli USA, Mons. Ramazzini Imeri ha detto: “Se il signor Trump fa quello che ha anticipato riguardo all’emigrazione, può essere drammatico per il Guatemala. Bisogna considerare che nel 2016 le rimesse da parte degli emigrati guatemaltechi che lavorano negli Stati Uniti hanno raggiunto più di 6.400 milioni di dollari. Se il paese non è crollato è in gran parte grazie a queste entrate. Se verranno ridotte, tagliate o verranno tassate, le conseguenze saranno disastrose. La nostra attuale situazione sociale, unita a quella di El Salvador, Honduras e Messico, potrebbe anticipare nuovi focolai di guerra civile. Forse ho una visione molto pessimistica, ma i segni attuali non sono buoni e la chiusura alla migrazione avrà conseguenze non immaginabili”.
Nel suo colloquio con swissinfo, il portale di informazione svizzero, il Vescovo ha anche evidenziato segni di speranza: “Come Conferenza Episcopale manteniamo il nostro atteggiamento di denuncia e di invito al dialogo tra tutti i settori. Ci proponiamo come ponti di comunicazione per incoraggiare incontri. Siamo sempre presenti per accompagnare il popolo, cercando di riorientare quelli che parlano di violenza. E ci sentiamo rafforzati e in sintonia con Papa Francisco”.