Beatificato padre Rother, l’apostolo degli indios del Guatemala

Padre Francis Rother

Al termine dell’Angelus in Piazza San Pietro, papa Francesco ha ricordato che “ieri, a Oklahoma City (Stati Uniti d’America), e’ stato proclamato Beato Stanley Francis Rother, sacerdote missionario, ucciso in odio alla fede per la sua opera di evangelizzazione e promozione umana in favore dei piu’ poveri in Guatemala”. “Il suo esempio eroico ci aiuti ad essere coraggiosi testimoni del Vangelo, impegnandoci in favore della dignita’ dell’uomo”, ha osservato il Pontefice. Padre Stanley Francis Rother, originario di Oklahoma City e missionario in Guatemala, considerato l’”apostolo degli indios”, fu ucciso nel 1981, a soli 46 anni in “odium fidei”. Il suo impegno fin dal 1968 alla missione di Santiago Atitlan in Guatemala tra gli indios tzutuhil, discendenti dei maya, fu inviso al regime del generale Efrain Rios Montt, condannato nel 2013 per crimini contro l’umanita’ e per il genocidio di 1.771 indios, di cui oltre la meta’ bambini. Per questo padre Stan divenne un obiettivo degli squadroni della morte che perseguitavano qualsiasi attivita’ di sostegno alle comunita’ indigene. Il 28 luglio del 1981 – ricorda Radio Vaticana -, uomini armati entrarono in canonica per ucciderlo. Appena la notizia si diffuse, in migliaia giunsero a pregare in parrocchia e ottennero che il cuore del loro padre e le bende intrise del suo sangue rimanessero sepolte per sempre con loro, interrate nel pavimento della chiesa.

Vedere qui: http://it.radiovaticana.va/news/2017/09/23/beato_padre_rother,_l%E2%80%99apostolo_degli_indios_del_guatemala/1338329

Il popolo contro la corruzione, la Chiesa condanna chi promuove l’impunità

Città del Guatemala (Agenzia Fides) – Il Guatemala vive uno dei peggiori momenti della sua vita democratica: quasi tutte le istituzioni del paese si sono dichiarate contro il Congresso della Repubblica che ha annunciato la Riforma del Codice penale e ha rifiutato di togliere l’immunità parlamentare al Presidente Jimmy Morales pochi giorni dopo la sua convocazione, da parte dell’ufficio del Procuratore generale e della “Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala”, per irregolarità e per finanziamenti illeciti durante la campagna elettorale che ha vinto e che lo ha portato alla Presidenza.
La voce della Chiesa è una delle più sentite nell’opinione pubblica, e il documento della Conferenza Episcopale ha grande diffusione in queste ore. Fides lo riporta integralmente di seguito.
“Dinanzi alla vergognosa riforma del Codice penale promossa dal Congresso della Repubblica il giorno 13 settembre, la Conferenza Episcopale del Guatemala (CEG) esprime quanto segue:
1.- Repulsione dinanzi a questo atto di arbitrarietà che promuove l’impunità e premia la corruzione.
2.- Condanna questo come uno degli atti più oppressivi commessi dal Congresso della Repubblica che, purtroppo, rappresenta l’intero corpo dei legislatori del paese.
3.- Indignazione per l’abuso dell’onorabilità del Congresso della Repubblica da parte di legislatori che, con le loro azioni, mettono il Congresso in una posizione indifendibile.
4.- Chiamiamo i cittadini ad esprimere in modo più forte la loro riprovazione per questa indicibile violazione della legittimità a beneficio dei criminali”.
Il documento è firmato da Mons. Gonzalo de Villa sj, Vescovo di Sololá-Chimaltenango e Presidente della Conferenza Episcopale de Guatemala.
Quasi tutti gli organismi sociali del paese hanno confermato la partecipazione allo sciopero nazionale del 20 settembre, contro la corruzione e contro le autorità che hanno creato questa crisi nazionale. Sindacati, studenti, operai, contadini, associazioni di commercianti, perfino le associazioni degli indigeni più rappresentative del paese saranno presenti per chiedere le dimissioni del Presidente Jimmy Morales e i membri corrotti del Congresso.
Il Guatemala ha vissuto settimane di intenso confronto politico dopo il tentativo del Presidente Jimmy Morales di espellere Ivan Velázquez, capo della”Commissione Internazionale contro l’impunità in Guatemala” (CICIG), un’organismo dell’ONU, dichiarandolo “persona non gradita”. La Corte costituzionale del Guatemala ha però sospeso la decisione del Presidente, dichiarando la sua azione “illegale”. (Vedi Fides, 05/09/2017)
La popolazione gualtemalteca ha visto nell’intervento della corte un passo avanti nella lotta contro la corruzione. Il Presidente Morales è sotto indagine per aver ricevuto finanziamenti illeciti. Per difendersi ha fatto leva sul nazionalismo e sulla minaccia dell’uso della forza per non non destabilizzare il paese e relegarlo nell’incertezza politica e democratica.

(CE) (Agenzia Fides, 19/09/2017)