Da Borgo Ticino al Guatemala: siamo sulla stessa barca

Segnalo questo articolo pubblicato su “La provincia pavese” di qualche giorno fa. Bravi gli amici dell’AINS!

Noi abbiamo un obiettivo su tutti: coinvolgere 40 persone che vogliano investire in solidarietà attivando 40 sostegni scolastici a distan­za in Guatemala presso il “Comedor In­fanta-Casa 4 luglio”, il progetto per i po­veri di una baraccopoli che stiamo se­guendo dal2012.

In questo momento la solidarietà in­ternazionale, la cooperazione, quella “grande” fatta dalle Ong o “piccola” co­me quella di un’associazione semplice come la nostra, è vista come “un qual­che cosa in più”, una non-priorità per­ché il ragionamento che ci sentiamo spesso fare è: “Se devo aiutare qualcuno, lo aiuto qui dove vivo, dove di poveri ce ne sono tanti. E’ vero: per essere d’aiuto non c’è biso­gno di andare fino in Guatemala. Noi, volontari di Ains onlus la cooperazione la facciamo anche qui a Pavia, da due anni in Borgo Ticino, in un ex comitato di quartiere, insieme a persone anziane socie di un’associazione di promozione sociale. Ma continuiamo a farla anche in Guatemala perché c’è una grossa diffe­renza tra chi vive in un paese centroamericano senza nessuna garanzia di diritti sociali e sanitari e chi vive qui a Pavia con tanti problemi ma comunque una sanità che funziona, un servizio sociale che dà risposte e una scuola che istruisce. Questa, secondo noi è la differenza che deve farci riflettere sull’importanza di un gesto solidale e semplice come quello di sostenere scolasticamente a distanza una bambina che grazie alla vo­glia di continuare a rimanere solidali ha la possibilità di avere un futuro o almeno di immaginarlo.

Il bello di fare volontariato (il nostro impegno nasce nel 19i)8) è che non si hanno certezze, tutti i giorni si affronta una sfida diversa, impegnativa, inaspet­tata perché ì bisogni sono tanti e sempre differenti. La nostra storia di impegno solidale ha 19 anni e spesso ci chiediamo che senso abbia continuare ad impegnarsi in Guatemala o in Borgo Ticino. È una domanda che è giusto porsi per cercare di capire come continuare mi­gliorandosi, e più ce lo chiediamo, più cresce in noi una certezza: vale comun­que sempre la pena impegnarsi per sconfiggere la povertà ovunque essa sia, perché comunque siamo tutti nella stes­sa barca indipendentemente da dove si vive e nessun muro, che qualcuno ogni tanto tenta di alzare, ci farà felici perché dipendiamo troppo l’uno dall’altro. E ne vale ancora più la pena per chi, come noi, svolge lavori nel sociale e in ambito sanitario.

È quasi come se tosse una responsabi­lità mettere a disposizione il proprio sa­pere, il proprio tempo e parte del pro­prio denaro per progettualità che abbia­no una visione ampia perché la deriva a cui stiamo andando incontro si combat­te non smettendo mai di impegnarsi e continuando a rimanere solitidali, ognu­no per quello che può fare.

Renza Baroni, Giulia Dezza, Elisa Moretti, Andrea Bellingeri, Ruggero Rizzinl

volontari Ainsonlus, Pavia

 

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