Eruzione del vulcano del Fuego

 Città del Guatemala (Agenzia Fides) –  4 giugno 2018

Almeno 25 persone sono morte, 20 sono rimate ferite e 1 milione e 700 mila che vivono nella zona sono interessate in qualche modo dall’eruzione del vulcano del Fuego in Guatemala, 40 km a sud ovest della capitale. Questa eruzione, verificatasi ieri pomeriggio, ora locale, è la seconda registrata quest’anno. La prima ha avuto luogo il 1° febbraio, e il vulcano ha avuto allora 20 ore di attività. Secondo le informazioni ricevute dall’Agenzia Fides, il Coordinatore nazionale per la riduzione dei disastri del Guatemala (Conred), ha dichiarato che tra le 20 persone le ferite ci sono 12 bambini, quattro con ustioni di terzo grado. Ha inoltre confermato che nella zona interessata dal fenomeno vivono 1,7 milioni di persone.
Sergio García, direttore del Conred, ha dichiarato che la comunità di El Rodeo è stata una delle più danneggiate, perché è stata sepolta dalla lava e dalle ceneri: “Abbiamo persone scomparse, ma non sappiamo quante siano, perché il conteggio si sta facendo con le comunità”. Il governo del Guatemala, nelle prime ore di oggi, 4 giugno, ha decretato lo stato di calamità pubblica nei dipartimenti di Chimaltenango, Escuintla e Sacatepéquez, i più colpiti dall’eruzione del vulcano del Fuego. Inoltre è stato dichiarato il lutto nazionale per tre giorni in tutto il territorio del Guatemala.
Più di 3.100 persone sono state evacuate e portate in diversi centri nel pomeriggio di domenica 3 giugno, oggi i lavori di soccorso continuano. Tra le azioni già avviate oltre alla ricerca e alla localizzazione delle persone scomparse e all’allestimento di 3 centri di accoglienza nel dipartimento di Escuintla, viene fornita assistenza alle persone ferite, si valutano i danni e si analizzano i bisogni nelle aree colpite, con la mobilitazione delle squadre di pronto soccorso, tra le altre cose. Caritas Guatemala ha lanciato una campagna di aiuti a favore delle vittime: “dobbiamo unirci e aiutare coloro che soffrono per l’eruzione del vulcano di fuoco. Abbiamo bisogno di aiuti con cibo non deperibile, kit di pulizia e igiene personale … le nostre porte sono aperte da questo momento”.