I Vescovi per la festa dell’indipendenza: “celebriamo la nostra libertà come dono e come impegno”

Città del Guatemala (Agenzia Fides) – “Voi siete stati chiamati alla libertà” (Gal 5,13): questo il versetto biblico che apre il Messaggio dei Vescovi del Guatemala, pubblicato con la data dell’8 settembre, in occasione dell’anniversario dell’Indipendenza politica del Paese.
Articolato in 5 punti, il Messaggio inizia riflettendo sul valore della libertà, a 199 anni dall’indipendenza, e sulla necessità di continuare a lavorare per costruire un futuro migliore. “Osservando serenamente la situazione sociale, politica ed economica – scrivono i Vescovi – vediamo una situazione cronica di povertà e miseria di milioni di guatemaltechi, la mancanza di accesso ai servizi sanitari di base, di alloggi dignitosi, di lavoro, di salari equi e di un’istruzione di qualità, l’abbandono della terra da parte dei contadini, l’assenza di una riforma agraria complessiva in grado di generare sviluppo, l’indebolimento e il discredito delle istituzioni rappresentanti lo Stato, mentre la violenza e la corruzione sono mali antichi, che non sono mai stati risolti e che oggi esigono soluzioni con particolare urgenza”.
Quindi i Vescovi si soffermano sulla pandemia di coronavirus, che si aggiunge al quadro “triste e angosciante” del paese, causando una “situazione dolorosa e sconcertante”, che ci chiama a guardare all’essenziale, “a quelle cose senza le quali sarebbe un’aberrazione dirci liberi, cioè la promozione della dignità umana e la difesa dei diritti e degli obblighi che ne derivano”.
Viene quindi messa in rilievo l’importanza della solidarietà “che non si ferma alle elemosine, ma richiede azioni per trasformare l’ordine sociale. È necessario creare opportunità di partecipazione e inclusione che siano la conseguenza di leggi generali basate sul diritto e su un sistema giudiziario imparziale che agisca con tempestività e correttezza. È necessario creare opportunità sanitarie e educative che siano conseguenza di politiche pubbliche orientate al bene comune. Questo getterà le basi fondamentali perché tutti vedano riconosciuti nella pratica la propria dignità, i diritti fondamentali e la libertà”.
Quindi il Messaggio invita alla custodia del creato, seguendo l’insegnamento di Papa Francesco. Nell’ultimo punto i Vescovi invitano a mantenere viva la speranza, nonostante le limitazioni alle celebrazioni pubbliche della fede, e ad agire su questa base, ricordando che anche in mezzo al dolore e alla malattia, nulla può separarci dall’amore di Dio manifestato in Cristo Nostro Signore Gesù (cfr Rm 8,35-39). Nella conclusione, esortano tutti “a celebrare la nostra libertà come dono e come compito”, affidandosi alla protezione della Vergine Addolorata, Madre fedele e incondizionata, perché “ci protegga e in questi tempi difficili ci mostri Gesù”. (SL) (Agenzia Fides 11/9/2020)