“I debiti di oggi sono la fame di domani”

Dopo le proteste i Vescovi invitano al dialogo

Città del Guatemala (Agenzia Fides) – L’invito ai cittadini guatemaltechi a mantenere la calma e a promuovere il dialogo, dopo le manifestazioni popolari che da sabato 21 novembre protestano contro il governo, è venuto ieri da Mons. Gonzalo de Villa y Vásquez, Arcivescovo di Santiago del Guatemala e Primate del paese.
I manifestanti, che sabato hanno perfino dato alle fiamme parte dei locali del Congresso, hanno provocato scontri con la polizia che sono proseguiti lunedì 23, nonostante l’annuncio del Congresso, fatto la mattina presto dello stesso giorno, che si sarebbe rivisto il bilancio generale per il 2021. Il suo presidente, Allan Rodríguez, lo ha annunciato in un messaggio preregistrato, insieme ad altri 16 deputati di vari blocchi affiliati al partito al governo. Nell’annuncio, tuttavia, non ha spiegato quali modifiche saranno apportate.
Il Progetto di bilancio dello Stato 2021 è stato bocciato da tutti i settori sociali, ed è causa delle proteste scoppiate il 19 novembre, prima sui social e poi in piazza, dove ancora continuano, per aver aggravato il debito nazionale e per essere stato approvato in modo poco chiaro da parte del Congresso.
La Conferenza Episcopale del Guatemala (CEG) aveva pubblicato, lo stesso giorno, una dichiarazione in cui affermava: “Il modo in cui è stato approvato ha generato indignazione in settori molto diversi del Paese per il modo opaco e sicuramente torbido con cui si è deciso di raggiungere la maggioranza qualificata dei voti”.
L’approvazione del bilancio si è svolta alle 5 del mattino del 18 novembre senza che tutti i deputati potessero avere accesso al contenuto, secondo la stampa locale. Così molti settori sociali hanno rilanciato il messaggio della CEG, che dice testualmente: “Da dieci anni consecutivi approviamo preventivi sottofinanziati, ma mai prima d’ora per importi così sproporzionati come quest’anno. L’indebitamento del Paese sta raggiungendo livelli francamente preoccupanti e i debiti di oggi saranno la fame di domani. L’eliminazione o la riduzione di elementi importanti sembra esprimere risentimento ma anche miopia etica”.
La richiesta finale del documento – “Chiediamo al Presidente della Repubblica di porre il veto a questo bilancio e di farlo per il bene del Paese” – è stata accolta, ma la popolazione è ancora per strada esprimendo il malcontento per il modo di agire del Congresso. Secondo la ultime notizie, il governo ha accettato di aprire “tavoli di dialogo” con i diversi settori sociali per rivedere il tutto.
(CE) (Agenzia Fides 25/11/2020)